Let’s go Fifties print

“50 special”, “50 volte il primo bacio”, “Fifty Songs”: dal settore automobilistico alle compilation musicali, passando per le commedie romantiche, il numero “cinquanta” sembra esercitare un indiscusso magnetismo. Un potere che non si smentisce nemmeno nella storia del costume: gli anni ’50 solleticano la fantasia, nel senso più ampio del termine. È in quegli anni, infatti, che tracciare il profilo di una nuova esistenza immaginaria, priva del grigiore della guerra, passa anche attraverso l’abbigliamento: finalmente, ad esplodere sono solo i colori, ed il camouflage può lasciare il posto a nuovi e variegati motivi.

A farsi guida di questo processo è l’America: stampata in mente – e non solo – è la ritrovata bellezza delle coste californiane, ma anche la fiducia nel progresso scientifico o la dolce serenità della vita domestica. Supporto preferito, il leisurewear: realizzato in cotone o nelle recentissime fibre sintetiche, l’abbigliamento “per il tempo libero”, anch’esso made in U.S.A. e in 50s, riesce a trasformare uomini e donne in tableux vivants di serenità e spensieratezza.

È in particolare l’abbigliamento femminile a rappresentare in modo più esaustivo il repertorio di quegli anni: su pantaloni e (iconiche) gonne a ruota, figure geometriche astratte e variamente combinate si alternano a bouquet di rose, tulipani e calendule in tonalità vivaci come il rosso e il turchese; fantasie scanzonate, tipo gli apprezzatissimi barboncini e i ditali da (finte) desperate housewives, convivono con omaggi alla madrepatria – al suo passato come al suo futuro. Mentre si aprono nuovi scenari spaziali, fanno la loro comparsa le affascinanti ambientazioni del vecchio West, popolato da cowboy e tempestato di cactus, ma anche i simboli di un’America tutta vacanza, spiaggia, palme e fiori tropicali.

Nonostante la novità del bikini – da subito interessato dalle stampe nonostante la limitata superficie disponibile – sono soprattutto gli uomini a veicolare quest’immagine, con l’onnipresente camicia hawaiana: se infatti l’ispirazione alle Hawaii e alle isole si era già manifestata negli anni ’40, è solo nel decennio successivo che essa si trasferisce dal guardaroba femminile a quello maschile, “colonizzandolo”. “Born in U.S.A.” ed esportate in tutto il mondo, le stampe sono il vero “passaporto” per gli anni ’50! (MR)

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