Arrivano gli anni ’60: spose, diamoci un taglio (al vestito, s’intende)

Dopo aver reso famoso Givenchy per i costumi di scena in “colazione da Tiffany”, Audrey Hepburn lo consacra come stilista di abiti da sposa affidandogli la creazione del look le sue (doppie) nozze.

Ma è in particolare per il suo secondo matrimonio che entrambi si fanno interpreti della tendenza più significativa del periodo: la sperimentazione delle lunghezze, o meglio delle “cortezze”.

La sua è una versione più portabile della coeva mini-gonna firmata Quant, ma ne condivide (o forse accentua) il portato rivoluzionario: è il simbolo di una nuova emancipazione femminile, da preservare anche nel giorno più tradizionale di tutti.

Altrettanto innovativa, poi, la scelta dell’accessorio. Niente velo o veletta, niente cappellino a cloche: Givenchy opta per il cappuccio – e la Hepburn con lui. Un Courrèg… ops!: un coraggio spaziale!

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TIPS

Chi di noi non ha sognato di sentirsi un po’ Audrey Hepburn? E allora:
– per l’ABITO: in barba ai secoli passati, gli anni ’60 hanno accorciato le gonne – ma non più su del ginocchio. Via libera, inoltre, a linee squadrate e poco aderenti.
– per i CAPELLI: uno chignon bombato, ordinato ma grintoso
– per gli ACCESSORI: collant (obbligatori!) ed un velo di media lunghezza

(MR)

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