La sposa anni ’40, tra sobrietà ed evasione

Anche nel dopoguerra, la sposa pare non voler rinunciare – almeno per un giorno, tradizionalmente “il suo giorno” – a sentirsi come una delle protagoniste di Laila, a quell’epoca ancora agli inizi della sua formidabile carriera nel romanzo rosa.

E così il suo dover “stringere la cinta”, benché tradito dalla linea dello stesso abito, sembra venire camuffato con un apparente dispendio di stoffa (richiesto da modelli accollati e dalle lunghe maniche) e con il ricorso ai guanti – un’elegante copertura per le sue “mani bucate”.

In realtà, la bellezza degli anni ’40 sta proprio nella fierezza di quante, noncuranti di rinunciare allo strascico e a qualsiasi decorazione – fatta eccezione per una sporadica applicazione di pizzo sul decolletée – hanno coronato un sogno.

TIPS

Sobri ed austeri, ma senza essere seriosi, gli anni ’40 richiedono:
– per l’ABITO: la scelta di un modello virginale ed elegante, con le sue maniche lunghe e il collo tendenzialmente alto. Poche le decorazioni, limitate a raffinati dettagli.
– Per i CAPELLI: sciolti, con riga laterale, onde morbide e perfette da far ricadere sulle spalle.
– Per gli ACCESSORI: casti e sexy allo stesso tempo, i guanti sono il completamento per eccellenza degli anni ’40.

(MR)

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